Gli Acquisti nelle Università fra normativa e competizione

Nov 17, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

All’interno del libro “Gli Acquisti nelle Università tra normativa e competizione” di Tommaso Agasisti e Alberto Scuttari ho scritto un capitolo dal titolo “Il sistema degli acquisti nella Pubblica Amministrazione. Evoluzione normativa e applicazione nelle Università“, con R. Grasso.

Il libro è edito dal Mulino Editore.

Il libro parla di come “in tema di acquisti di beni e servizi nelle pubbliche amministrazioni argomento costantemente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, del governo e dei legislatori – le università costituiscono un esempio particolarmente interessante, poiché nel loro caso l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di acquisizione delle risorse sono direttamente correlati alla qualità dei servizi offerti agli studenti e ai ricercatori. Questo volume fornisce un quadro del sistema degli acquisti negli atenei italiani, stretti fra l’esigenza di rispettare formalità sempre più dettagliatamente stabilite dal legislatore e la necessità di essere competitivi in termini di costi, qualità, flessibilità e tempi di risposta. Senza tralasciare il quadro giuridico e normativo di riferimento, la ricerca delinea le principali caratteristiche degli approvvigionamenti di beni e servizi universitari, esaminandone fasi e peculiarità. Col supporto di un’indagine che ha coinvolto 37 atenei viene poi analizzata la struttura dei processi di acquisizione, identificandone i punti di forza e di debolezza, con particolare riferimento alla possibilità di predisporre sistemi informativi a supporto della gestione dell’intero ciclo. Infine sono proposti approfondimenti sulle modalità adottate da alcuni atenei per affrontare il tema della programmazione, della centralizzazione e della digitalizzazione dei propri sistemi di procurement“.

Per poter comprare e leggere il libro, vi consiglio di collegarvi al seguente link e cercando negli store indicati.

Gli Acquisti nelle Università tra normativa e competizione

 

Nuclei di Valutazione, ultimi giorni per il bilancio sulla qualità

Lug 4, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

L’Anvur intende progressivamente ridurre al minimo gli adempimenti formali e la funzione di trasmissione di dati al fine di accrescere l’efficacia dell’intero sistema di valutazione.
Il processo di modifica in atto punta tra le altre cose proprio su una definizione più chiara del ruolo dei Nuclei di valutazione (Ndv) che svolgono una funzione di stimolo integrativo e complementare al processo.
La legge n. 240/2010 ha introdotto in Italia un sistema di accreditamento e valutazione dei corsi universitari. In tale contesto il legislatore ha affidato all’Anvur, il compito di definire gli indicatori da usare per il processo di accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio e delle sedi nonché per la valutazione dei sistemi di assicurazione della qualità (Aq).

L’intero processo si fonda sull’idea che le università, nel rispetto della loro autonomia, sottopongono ad autovalutazione le proprie attività e che l’intero processo di assicurazione della qualità dell’ateneo sia a sua volta oggetto della valutazione esterna condotta dall’Anvur.

Su questa base dall’anno accademico 2013/2014 è stato avviato il processo Ava (Autovalutazione, Valutazione, Accreditamento).

La legge n. 240/2010, oltre al ruolo di verifica della qualità dell’offerta didattica e della ricerca, all’articolo 2, c. 1 lettera r), ha attribuito ai Ndv delle università statali le funzioni di Organismo indipendente di valutazione (Oiv), di cui all’articolo 14 del Dlgs n. 150/2009, assegnandogli così tutti i compiti in materia di ciclo della performance e trasparenza.
Si ricorda che ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera r), della legge 240/2010, e come indicato nella delibera 9/2010 della Civit, IMT non ha istituito l’Organismo indipendente di valutazione,
previsto dall’articolo 14 del Dlgs n. 150/2009, poiché tale attività di valutazione viene svolta dal Nucleo di valutazione.
L’Anvur, spinta dai principi di integrazione e semplificazione, già a partire dall’anno 2015 ha richiesto di unire in un unico documento la Relazione dei NdV con quella degli OIV prevista dal Dlgs. n. 150/09 all’art. 14, c. 4, lettera a), sulla base di una strutturazione ben definita.
L’articolo 14 del Dlgs n. 19/2012 individua nella Relazione annuale, di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 370/1999, lo strumento attraverso il quale i Ndv riferiscono sull’insieme delle attività di assicurazione della qualità degli atenei, prendendo in considerazione una pluralità di informazioni e di fonti. Inoltre, le disposizioni transitorie del Dm 47/2013 (articolo 9 comma 1 lett. e)), per l’anno 2013/14 richiedevano ai Ndv di relazionare sullo stadio in cui era giunto l’ateneo nel processo di assicurazione della qualità, riferendo sulle attività «in fase di definizione o già svolte» dagli attori protagonisti del sistema, Presidi della Qualità e Commissioni Paritetiche docenti-studenti (CPds).
L’Anvur in particolare ricorda ai Ndv a soffermarsi ancora su questo aspetto dinamico dell’analisi valutativa, mettendo in evidenza gli elementi – contestuali, situazionali e sistemici – che ostacolano o agevolano l’adozione sostanziale del sistema di Aq nel proprio ateneo, specialmente per quanto concerne il raccordo tra CdS, Dipartimenti e strutture centrali, in relazione alle attività svolte dal Pq.

Sono state allo scopo emanate apposite linee guida aggiornate ad Aprile 2016 che cercano di indirizzare le attività dei nuclei verso un’impostazione diversa e chiara rispetto al passato che intende valorizzare anche il ruolo dei Nuclei di Valutazione nei sistemi di Assicurazione della qualità, individuando nella Relazione Annuale lo strumento per riferire sullo stadio in cui è giunto l’ateneo nel processo di Aq. Si evidenzia che bisognerà riflettere ancora sul ruolo dei nuclei di valutazione negli atenei soprattutto adesso che è da poco entrato in vigore il dlgs di modifica delle norme in materia di trasparenza e anti-corruzione. C’è tempo per fare la relazione fino al 15 luglio 2016. Sarebbe quindi auspicabile che nella relazione del Nucleo di valutazione ci sia spazio per riflessioni sulla performance, sul funzionamento dei meccanismi anti-corruzione etc. Staremo a vedere.

L’articolo è stato scritto dal dott. Tedesco e pubblicato su Scuola24 in data 04.07.2016

Le norme della riforma della PA con effetti sulle Università

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

La legge 7 agosto 2015, n. 124 «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche» si propone di avviare un processo di complessiva riforma dell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e del lavoro alle dipendenze delle Pa. Il provvedimento è per la maggior parte composto da norme che recano deleghe al governo di adottare decreti attuativi entro termini diversi. Accanto a tali norme ve ne sono altre (poche) di precettività immediata, nel senso che modificano norme già in vigore o che, comunque, si rivolgono direttamente alle singole amministrazioni per la loro attuazione, senza la necessità di attendere decreti attuativi che possono avere effetti nelle università. Già l’ufficio studi del Codau (Convegno dei direttori generali delle Università Italiane) ha pubblicato un primo commento, incentrato sugli aspetti di maggiore interesse per le università che tiene conto di tale distinzione. Si evidenzia, altresì, che per tutte le materie per le quali sia previsto l’esercizio del potere delegato da parte del Governo è stata prevista la possibilità per il Governo di intervenire ulteriormente sulla materia, sulla base della medesima legge delega, con decreti correttivi entro termini variabili da 12 a 24 mesi dall’adozione dei primi decreti, configurando, in tal modo, un processo di consolidamento della nuova normativa che in taluni casi (per esempio la riforma del processo contabile) richiederà fino a 3 anni.

Le norme sugli incarichi

Tra le norme di immediata applicazione, anche per la risonanza che possono avere nell’opinione pubblica, si segnala..

L’articolo è stato scritto dal dott. Vincenzo Tedesco in data 11.11.2015 e pubblicato su Scuola24.

Il ricollocamento del personale delle province nelle università

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

Tra i 735 commi della legge di stabilità per l’anno 2015 (legge 190/2014) esaminiamo questa volta il comma 425 che prevede che le università siano destinatarie della ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del personale delle città metropolitane e province posto in mobilità all’interno del processo di razionalizzazione messo in campo dal governo. Si attende allo scopo una nota della Funzione Pubblica che dovrà chiarire la portata della norma e soprattutto la sua applicazione.

Cosa dice la norma

In particolare si dispone che le amministrazioni (comprese le Università) comunicano un numero di posti, soprattutto riferiti alle sedi periferiche, corrispondente, sul piano finanziario, alla disponibilità delle risorse destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato secondo la normativa vigente, al netto di quelle finalizzate all’assunzione dei vincitori di concorsi pubblici collocati nelle graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge. Il comma stabilisce che nelle more del completamento del procedimento di ricollocazione alle amministrazioni è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato. Addirittura si prevede che le assunzioni effettuate in violazione del presente comma sono nulle.
La disposizione va letta coordinandola con il comma successivo, il 426 che proroga (dal 31
dicembre 2016) al 31 dicembre 2018 il termine concernente la stabilizzazione dei precari della
P.A. In particolare, la disposizione proroga il termine entro il quale le amministrazioni possono
(secondo quanto previsto dall’articolo 4, commi 6, 8 e 9, del DL n.101/2013) bandire procedure
concorsuali per assunzioni a tempo indeterminato con riserva di posti a favore di titolari di
contratti a tempo determinato; prorogare contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti
che abbiano maturato almeno 3 anni di servizio alle loro dipendenze; procedere ad assunzioni a
tempo indeterminato di lavoratori socialmente utili (iscritti in apposito elenco regionale
secondo criteri di “priorità”).

Per sapere le difficoltà di applicazione e il collocamento dei dipendenti, si prega di continuare la lettura cliccando sul documento seguente

Le universita e il meccanismo di ricollocamento del personale delle province

L’articolo è stato scritto dal dott. Vincenzo Tedesco e pubblicato su Scuola24 in data 27.01.2015

La mobilità del personale delle Province blocca il reclutamento universitario

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

La Funzione Pubblica conferma il programma per gestire il personale in esubero nelle Province.
Secondo quanto contenuto nella recente circolare della Funzione pubblica 1/2015 , la prima tappa sarà il 1° marzo: entro tale data gli enti provinciali dovranno attuare il taglio delle dotazioni organiche, rispettivamente del 30 e 50% calcolato sulla spesa e non sul numero dei dipendenti, per poi arrivare entro la fine di marzo all’individuazione nominativa del personale in soprannumero. Le amministrazioni a questo punto dovranno, prima di avviare la mobilità, verificare se il personale ha i requisiti per essere collocato in prepensionamento secondo la normativa vigente (articolo 2, comma 11 del Dl 95/2012), cioè se matura la decorrenza del trattamento pensionistico, con le vecchie regole, entro il 31 dicembre 2016. Resterà comunque sottratto alla mobilità, in quanto interessato a percorsi diversi, il personale che svolge i compiti di polizia provinciale e quello che svolge le funzioni presso i centri per l’impiego. Il restante
personale sarà indirizzato a seconda dei casi alle Regioni o alle Pa centrali (uffici giudiziari in
primis) e alle altre amministrazioni tra cui le Università.

Come funziona la mobilità

La circolare sul possibile intervento delle Università e agli altri Enti nel processo di ricollocazione del personale, fissa al 31 marzo 2015 il termine per l’individuazione del personale da parte delle Province. Entro il 1 marzo il ministro per la Funzione pubblica dovrà emanare un decreto che fissa i criteri per la mobilità del personale ai sensi dell’articolo 30 comma 2 del Dlgs 165/2001 sulla base delle linee guida individuate dalla circolare in oggetto. Nel caso in cui il personale debba essere ricollocato presso altre amministrazioni (quindi anche le Università) si utilizzeranno strumenti informatici. Le amministrazioni interessate predisporranno, apposite banche dati di personale, previa ricognizione delle informazioni necessarie per quantificare domanda e offerta di mobilità sempre in relazione alle loro esigenze funzionali. Con riferimento al budget si prevede la destinazione del budget 2015-2016 per le assunzioni.

In questa situazione…

L’articolo è stato scritto dal dott. Tedesco e pubblicato su Scuola24 in data 11.02.2015