Gli Acquisti nelle Università fra normativa e competizione

Nov 17, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

All’interno del libro “Gli Acquisti nelle Università tra normativa e competizione” di Tommaso Agasisti e Alberto Scuttari ho scritto un capitolo dal titolo “Il sistema degli acquisti nella Pubblica Amministrazione. Evoluzione normativa e applicazione nelle Università“, con R. Grasso.

Il libro è edito dal Mulino Editore.

Il libro parla di come “in tema di acquisti di beni e servizi nelle pubbliche amministrazioni argomento costantemente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, del governo e dei legislatori – le università costituiscono un esempio particolarmente interessante, poiché nel loro caso l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di acquisizione delle risorse sono direttamente correlati alla qualità dei servizi offerti agli studenti e ai ricercatori. Questo volume fornisce un quadro del sistema degli acquisti negli atenei italiani, stretti fra l’esigenza di rispettare formalità sempre più dettagliatamente stabilite dal legislatore e la necessità di essere competitivi in termini di costi, qualità, flessibilità e tempi di risposta. Senza tralasciare il quadro giuridico e normativo di riferimento, la ricerca delinea le principali caratteristiche degli approvvigionamenti di beni e servizi universitari, esaminandone fasi e peculiarità. Col supporto di un’indagine che ha coinvolto 37 atenei viene poi analizzata la struttura dei processi di acquisizione, identificandone i punti di forza e di debolezza, con particolare riferimento alla possibilità di predisporre sistemi informativi a supporto della gestione dell’intero ciclo. Infine sono proposti approfondimenti sulle modalità adottate da alcuni atenei per affrontare il tema della programmazione, della centralizzazione e della digitalizzazione dei propri sistemi di procurement“.

Per poter comprare e leggere il libro, vi consiglio di collegarvi al seguente link e cercando negli store indicati.

Gli Acquisti nelle Università tra normativa e competizione

 

Mini – Guida agli acquisti liberi

Mag 13, 2016 | Posted by in Enti Pubblici, News | 0 comments

Tra i 999 commi della legge di stabilità per l’anno 2016 ce ne sono alcuni molto importanti che
danno l’idea della nuova impostazione che il legislatore ha voluto dare in tema di acquisti
centralizzati.
Gli acquisti sotto i mille euro fuori dal mercato elettronico
In primis abbiamo il comma 502 che modifica l’art.1 comma 450 della legge 296 del 2006. Comma che prevede che «le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 1.000 euro e al di sotto della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 328, comma 1, del regolamento di cui al d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi e le facoltà previsti al comma 449 del presente articolo, le altre amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché le autorità indipendenti, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 1.000 euro e di importo inferiore alla soglia di
rilievo comunitario sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati elettronici istituiti ai sensi del medesimo articolo 328 ovvero al sistema telematico messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure». Se ne deduce che per gli acquisti inferiori a 1000 euro si può prescindere dall’utilizzo del mercato elettronico della pubblica amministrazione poiché le università sono inserite tra le altre amministrazioni di cui all’articolo 1 del Dlgs 165/2001 indicate nel secondo periodo del comma 450 modificata dalla presente legge. Nel caso di specie quindi, si ritiene che il Rup non ha più l’obbligo di escutere le forme di mercato elettronico potendo agire direttamente – con la determinazione a contrattare con cui viene assunta la prenotazione di impegno di spesa – fuori mercato. È altresì vero che come buona prassi di azione amministrativa, il Rup potrebbe determinarsi autonomamente a procedere comunque alla previa escussione del mercato elettronico. L’obiettivo del legislatore è chiaro evitare che per acquisti di importo non alto si utilizzi lo strumento del Mepa. Ovviamente sarà molto
importante indirizzare gli atenei per evitare usi distorti della norma.

Per approfondire il discorso delle convenzioni Consip, si prega di leggere l’articolo completo.

Il presente articolo è stato scritto dal dott. Tedesco e pubblicato in data 17.03.2016 su Scuola24.

 

Firma elettronica per acquisti di beni e servizi all’Università

Mag 13, 2016 | Posted by in News, Università | 0 comments

Dal 1° gennaio di quest’anno sono in vigore anche per le Università le nuove modalità di
sottoscrizione elettronica dei contratti pubblici conclusi mediante scrittura privata, che
riguardano lavori, servizi e forniture, ad opera delle modifiche all’articolo11, comma 13, del Dlgs
163/2006 apportate dal Dl 145/2013, convertito con modificazioni nella legge 9/2014. In caso di
mancata osservanza delle prescrizioni normative la conseguenza prevista è quella della più
grave forma di invalidità del contratto, la nullità.
Come si realizza la stipulazione in forma elettronica
Partendo dalle attuali norme vigenti per il settore universitario in tema di acquisizione di beni,
servizi, forniture ed esecuzione lavori, è necessario anzitutto precisare che i contratti realizzati
tramite il Mepa–Mercato elettronico della Pubblica amministrazione – già assolvono alla
condizione richiesta. Per altre tipologie di contratti, in assenza di una specifica norma del
regolamento di ateneo per le acquisizioni di lavori, forniture e servizi in economia, si può
ritenere che l’obbligo in parola possa essere assolto, per i contratti che sono conclusi mediante
scambio di corrispondenza, tramite la sottoscrizione con firma digitale di un ordine da parte di
un responsabile dell’ateneo a ciò autorizzato (direttore generale, dirigente area
approvvigionamenti, segretario di dipartimento, ecc. ) che andrà trasmesso al fornitore tramite
Pec. Il fornitore a propria volta, ricevuto l’ordine potrà, a seconda dei casi: rispondere firmando
elettronicamente lo stesso per accettazione e in tal caso dovrà essere assolta l’imposta di bollo ai
sensi dell’articolo 2, allegato A, Dpr 642/1972; rispondere firmando elettronicamente una lettera
di accettazione che faccia riferimento all’ordine ricevuto; non rispondere dando luogo
direttamente alla fornitura e in tal caso il contratto si ritiene concluso nel tempo e nel luogo ove
ha avuto inizio la prestazione, ai sensi dell’articolo 1327 del codice civile.
Fornitori senza Pec
Se il fornitore dell’ateneo non è provvisto di Pec, l’ordine firmato digitalmente potrà essere
trasmesso anche tramite posta elettronica ordinaria mentre se non è provvisto di firma digitale
potrà comunque visualizzare l’ordine ricevuto e sottoscritto digitalmente tramite una delle più
comuni applicazioni idonee a visualizzare i documenti firmati digitalmente, liberamente e
gratuitamente scaricabili dalle pagine web delle autorità di certificazione (a esempio ArubaSign
e Dike per i formati con estensione p7m e acrobat reader versione 11 per quelli con estensione
pdf). Va precisato che la norma relativa alla stipulazione di contratti conclusi mediante scrittura
privata in modalità elettronica si applica anche per gli acquisti in ambito Ue ed extra-Ue in
quanto non sono previste eccezioni. Infine è da ritenersi valido anche l’ordine di fornitura
effettuato sul portale di una ditta fornitrice perché soddisfa il requisito del contratto stipulato in
modalità elettronica. Tanta elettronica corrisponderà a un cambiamento di mentalità nella
gestione delle attività quotidiane? Staremo a vedere.

L’articolo è stato scritto dal dott. Tedesco e dal dott. Domenicali in data 10.03.2015 e pubblicato su Scuola24