L’Internal Auditing nell’Università di Pisa

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Enti Pubblici | 0 comments

Il progressivo aumento della complessità dei sistemi aziendali e delle organizzazioni pubbliche, la globalizzazione dei mercati e l’osservazione in alcuni casi di atteggiamenti non sempre orientati da principi di etica comportamentale, sono elementi che hanno un forte impatto sull’opinione pubblica e su tutti gli stakeholder.

In questa prospettiva molti enti pubblici mirano a introdurre o valutare una possibile introduzione della funzione di Internal Auditing. Con riferimento all’evolversi nel tempo dell’Internal Auditing, in passato (primi anni Cinquanta) la revisione interna era intesa come attività volta esclusivamente all’analisi e alla valutazione dei problemi aziendali aventi natura contabile e finanziaria. Con l’evolversi dell’ambiente esterno, tale concetto è stato riveduto, portando a un ampliamento degli obiettivi, diretti anche ad altre attività svolte dall’impresa, fino a giungere a un ruolo della revisione non più solo di tipo
ispettivo, bensì di valutazione dell’efficacia e dell’efficienza delle operazioni
poste in essere.
In particolare l’audit interno viene ad assumere un ruolo d’interfaccia con la revisione esterna, soprattutto in quanto destinato a costituire la base degli interventi esterni poiché diretto a svolgere in via anticipata le medesime verifiche effettuate successivamente, a consuntivo, dal revisore esterno.
In seguito, intorno agli anni Settanta, l’Internal Auditing è definito come funzione autonoma volta ad esaminare e controllare le operazioni di amministrazione e di gestione per supportare la direzione d’impresa e per ampliare l’attività di controllo. Di seguito, dagli anni Novanta ad oggi, la definizione di Internal Auditing ha subito delle variazioni e degli approfondimenti frutto dell’evolversi del contesto nazionale e del mutare della complessità aziendale e del conseguente decentramento organizzativo/produttivo.

In tale contesto, il ruolo dell’Internal Auditor assume crescente rilievo e tende a perfezionare l’attività di controllo interno, diventando un mezzo di controllo concomitante avente la finalità di monitorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di controllo interno, ma anche di tutte le altre funzioni aziendali, quali
l’amministrazione, il marketing, la finanza, la produzione, la funzione commerciale, il personale, l’adeguatezza del sistema informativo e la corretta gestione dei rischi tutti elementi che si ritrovano nelle amministrazioni pubbliche.
Occorre precisare che nel presente lavoro non è stato trattato tutto lo scenario, data la sua vastità, ma si è voluto trattare solo alcuni aspetti che si ricavano dall’attività di stage svolta nella direzione amministrativa dell’Università di Pisa.

L’auditing interno si configura, dunque come sistema che agisce nell’interesse
dell’organizzazione e che richiede specifiche competenze ed esperienze. L’obiettivo primario dell‘Internal Auditing è di assistere attivamente i membri della direzione nell’efficace adempimento delle loro funzioni aziendali, fornendo loro analisi, stime, raccomandazioni e commenti riguardanti le attività esaminate ed esercitando costantemente una funzione di monitoraggio anche delsistema di controllo interno. Al perseguimento dell’obiettivo principale descritto si devono tuttavia aggiungere importanti finalità:
– Favorire la velocità di circolazione delle informazioni: il frapporsi di numerosi livelli intermedi nelle linea gerarchica ritarda molte volte l’informazione. Poiché la velocità di circolazione dell’informazione è un elemento determinante per poter prendere efficaci decisioni da parte della direzione, uno dei
compiti dell’Internal Auditing è quello di agevolare tale processo e quindi di alimentare un sistema di comunicazione efficace.
– Promuovere uno spirito innovativo e di miglioramento volto all’incremento dei processi all’interno delle varie strutture: ciò avviene attuando una critica costruttiva nelle varie fasi che compongono un fenomeno aziendale, siano esse tanto di natura organizzativa che di natura operativa. In tal modo la direzione è costantemente stimolata a riesaminare i programmi formulati ed a verificare l’efficienza della propria struttura.

– Contribuire alla formazione delle risorse umane personale da destinare a particolari incarichi presso i vari settori dell’amministrazione. Si tratta, come risulta evidente, di un complesso di obiettivi piuttosto articolati, ma complementari fra loro, che caratterizzano e valorizzano il ruolo dell’Internal
Auditing nel contesto dell’intera struttura organizzativa aziendale e pubblica. In questo senso la figura dell’Internal Auditor può assumere la particolare veste di “professionista interno” dell’impresa, dotato di indipendenza e di coscienza critica, la cui attività è diretta al supporto del management e delle altre funzioni aziendali. L’operatore non agisce per mansioni ma sulla base delle conoscenze, delle competenze acquisite, per il raggiungimento di risultati specifici in una logica di “processo”; non si valuta l’operato del singolo, o la corrispondenza alle regole, ma il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. L’audit esamina i processi e i risultati ottenuti; valuta l’equipe o l’intera struttura e i riferimenti normativi sono basati sull’evidenza. L’audit può contribuire al raggiungimento di meccanismi di qualità all’interno dell’applicazione di metodi (CAF etc.) utili per il miglioramento delle
performance dell’organizzazione.

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La Tesi è stata presentata dalla dott.ssa Veronica Lupi come elaborato finale del Master Post Laurea in Comunicazione Pubblica e Politica durante l’anno accademico 2010-2011.

Il dott. Vincenzo Tedesco ha ricoperto il ruolo di Tutor per l’Ente.