Trasparenza e Anti-Corruzione; la nuova frontiera del manager pubblico

Giu 22, 2016 | Posted by in Diritto Amministrativo, News | 0 comments

Nel mese di Maggio 2016 è stato pubblicato il testo “Trasparenza e Anti-Corruzione; la nuova frontiera del manager pubblico” a cura di Pietro Previtali, Raffaella Procaccini e Andrea Zatti per la Pavia University Press.

Il testo contiene numerosi contributi forniti, tra l’altro, dal dott. Vincenzo Tedesco, il quale parla di “Trasparenza e Anti-Corruzione: vincoli e opportunità per la pubblica amministrazione”.

Nelle righe seguenti è possibile leggere la prima parte della Prefazione, scritta dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia, Cesare Maragoni.

<<C’era un Paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza, per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo di una sua armonia>>.

Inizia così l’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti di Italo Calvino; un paese dove, per ottenere il riconoscimento di un diritto, è naturale ricorrere al sotterfugio, alla scorciatoia, all’aiuto, all’appoggio, all’intercessione, alla buona parola, al buon ufficio, alla presentazione, alla segnalazione, alla spintarella, al favore dell’amico, alla mitica raccomandazione. È proprio su questa necessità – come nella favola delle api di Bernard de Mandeville – che vive e prospera la corruzione, ovvero il disfacimento, il mercimonio, la decomposizione dell’essenza stessa dello Stato di diritto. La corruzione non è certo un fenomeno recente, se è vero che molte personalità del passato sono state coinvolte in scandali che, se razionalmente approfonditi, ne metterebbero seriamente in discussione la grandiosità storica per la quale sono ricordati, studiati, portati ad esempio. Nel V secolo a.C. l’‘incorruttibile’ Pericle fu sospettato di aver lucrato sui lavori pubblici per la costruzione del Partenone, e lo scultore che su suo incarico sovraintese tra il 447 e il 432 a.C. ai lavori, Fidia, fu trascinato in giudizio con l’imputazione di aver sottratto parte dell’oro destinato alla statua di Atena. Riferisce Plutarco che un secolo dopo, nel 324 a.C., Demostene, il difensore dell’indipendenza ateniese da Filippo il Macedone e da Alessandro Magno, fu pesantemente implicato nell’‘affare Arpalo’ (la sparizione di metà del patrimonio sottratta ad Alessandro dal suo tesoriere) e costretto all’esilio. Racconta Svetonio che pure su Giulio Cesare gravò il sospetto di essersi procurato illecitamente grandi quantità di denaro. Un sospetto che è aleggiato anche sui suoi uomini e sui suoi rivali: «gli abiti dei suoi governatori erano fatti solo di tasche», ha scritto Bertolt Brecht ne Gli affari del signor Giulio Cesare; e Montesquieu – nelle Considerazioni sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza – estese l’accusa di malversazione a Crasso e Pompeo, rei di aver introdotto «l’uso di corrompere il popolo con i soldi».

Nei secoli il trend non è assolutamente mutato. L’ultima edizione della classifica annuale di Transparency International relativa all’indicatore CPI (Corruption Perception Index), vale a dire della corruzione percepita nella pubblica amministrazione, pone per il 2015 l’Italia al 61° posto, a pari merito con Lesotho, Senegal, Sudafrica e Montenegro. Dietro di noi, in Europa, solo la Bulgaria. Negli anni precedenti abbiamo oscillato attorno alla 70a posizione. Quindi un leggero miglioramento, ancora troppo presto per dire che si è davanti ad una svolta, ma un piccolo segnale che non va sottovalutato: forse la strada intrapresa può essere quella giusta. In effetti, nel nostro Paese non si è mai affrontato in modo strutturale il tema della prevenzione della corruzione, lasciando di fatto alle sole forze dell’ordine e ai tribunali sia il compito di reprimere, sia quello di prevenire. Eppure dalla classifica di Transparency International a quella della World Bank, al rapporto anticorruzione dell’Unione Europea sono anni che l’opinione pubblica – nazionale e internazionale – ci addita su questo tema come la cenerentola dei paesi economicamente più sviluppati. Dando dunque per assodato che il problema corruttivo sia ben radicato nel nostro paese, come possiamo risolverlo, nell’auspicio di avvicinarci, tra 10-15 anni, alla top ten dei paesi virtuosi?
A mio sommesso avviso diventa cruciale la ‘politica di prevenzione’ che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sta sviluppando in un intreccio virtuoso di regole e di cultura, di law e di soft law. E in tal senso si muove il Legislatore, che nell’ultimo provvedimento emanato ha rafforzato i poteri dell’ANAC, con l’obiettivo di trasformare l’authority di vigilanza anche in un regolatore del mercato. E in effetti a livello di regole di prevenzione probabilmente il quadro è chiaro, anche se tutto è perfettibile e in continuo divenire. Sul fronte della corruzione ‘dai privati verso la p.a.’ abbiamo il decreto legislativo 231 del 2001; sul fronte della corruzione ‘dentro la p.a.’ la legge 190 del 2012[…].>>

Se interessati a saperne di più, potete trovare il testo su Pavia University Press.

Università alle prese con gli obblighi di trasparenza

Mag 13, 2016 | Posted by in Archivio | 0 comments

Con la delibera n. 144 del 7 ottobre scorso, l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac),
ridefinisce, tornando di nuovo sull’argomento – si veda la delibera n. 65/2013 della ex Civit
assolutamente non risolutiva per le Università – l’ambito soggettivo di applicazione degli
obblighi di pubblicità delle informazioni relative alle pubbliche amministrazioni includendo le
Università statali e quelle non statali, di cui al decreto legislativo n. 33/2013, meglio conosciuto
come il decreto trasparenza.
Gli organi coinvolti
L’organo di indirizzo politico – nel caso delle università statali – secondo la delibera è
identificato nelle figure del rettore e del consiglio di amministrazione mentre resta da stabilire,
da parte di ogni ateneo, l’eventuale esclusione del Senato accademico in caso di ruolo
meramente consultivo, sulla base delle funzioni attribuite dai singoli statuti. Anzi, per le
università l’Autorità si spinge a precisare che non può non essere indicato il Cda trattandosi
normalmente di organo elettivo. Secondo la delibera si tratta di organi eletti dalle rispettive
comunità accademiche, che esprimono un notevole grado di “politicità”.

Per approfondire l’articolo si prega di cliccare qua sotto

Approfondimenti_Università_Dal rettore ai Cda_ universitari alle prese con gli obblighi di trasparenza

Obblighi di Trasparenza per Atenei; sanzioni gestite dall’Anac

Mag 13, 2016 | Posted by in News, Università | 0 comments

È del 21 gennaio scorso la delibera n. 10 con cui l’Anac ha compiuto una brusca sterzata rispetto all’orientamento già espresso dalla Civit con la delibera n. 66/2013 in tema di regime sanzionatorio per violazione degli obblighi di trasparenza di cui all’articolo 47 del Dlgs 33/2013. La nuova delibera, infatti, ripercorrendo ampiamente e con precisione i contenuti della precedente, che poneva in capo a ciascuna amministrazione destinataria delle disposizioni sulla trasparenza l’obbligo di approvazione di un apposito regolamento interno per la definizione del procedimento sanzionatorio in caso di violazione di alcuni specifici obblighi in materia (con una sanzione pecuniaria da 500 a 10.000 mila euro a carico del responsabile della violazione in caso di mancata o incompleta pubblicazione dei dati dei componenti degli organi di indirizzo politico di cui all’art. 14 e degli enti partecipati di cui all’articolo 22, comma 2), fonda il presupposto per il cambio di orientamento nel diverso e più completo ruolo di garanzia e
vigilanza in tema di anticorruzione riconosciuti all’Anac con il decreto legge 90/2014. L’Anac
può ora irrogare direttamente sanzioni in caso di specifiche violazioni degli obblighi di
trasparenza ed inoltre il suo presidente può segnalare all’autorità amministrativa competente le
violazioni per l’esercizio del potere sanzionatorio previsto nei casi dell’articolo 47.
Le ragioni di un nuovo orientamento
Si tratta indubbiamente di un vero e proprio cambio di orientamento, giustificato in un
passaggio della delibera, che non appare ancora del tutto convincente, in quanto la trasparenza
dell’attività amministrativa costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti
sociali e civili ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione. Per tale ragione si tratta di una
competenza prettamente statale la cui attuazione deve essere garantita in maniera uniforme ed
omogenea anche sul piano sanzionatorio. Essendosi già instaurato un rapporto rilevante con le
prefetture l’Anac ha ridisegnato il nuovo procedimento sanzionatorio ex articolo 47 comma 3
Dlgs 33/2013 sulla base dei seguenti passaggi.
Anac organo competente ad avviare il procedimento
L’Anac è il soggetto competente ad avviare il procedimento sanzionatorio per le violazioni di cui
all’articolo 47, comma 1 e 2, Dlgs 33/2013, provvedendo all’accertamento, alle contestazioni e
alle notificazioni ai sensi degli articoli 13 e 14 della legge n. 689/1981, ai fini del pagamento in
misura ridotta (articolo 16, legge n. 689/1981). Gli Oiv, o le strutture o i soggetti con funzioni
analoghe interne alle pubbliche amministrazioni, in attuazione del potere di attestazione
sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione previsto dall’articolo 14, comma 4, lettera g),
Dlgs 150/2009, e anche in relazione alle segnalazioni ricevute dai responsabili della trasparenza,
ex articolo 43, commi 1 e 5, Dlgs 33/2013, comunicano ad Anac le irregolarità riscontrate in
relazione agli adempimenti di cui al citato articolo 47 commi 1 e 2.
La sanzione
In caso di sanzione da parte di Anac, qualora non venga effettuato il pagamento in misura
ridotta, il Presidente dell’Autorità, in base all’articolo 19, comma 7, Dl 90/2014 , ne dà
comunicazione, con un apposito rapporto ai sensi dell’articolo 17, comma 1, legge 689/1981, al
Prefetto del luogo dove ha sede l’ente in cui sono state riscontrate le violazioni, per l’irrogazione
della sanzione definitiva (articolo 18 legge n. 689/81). Il Prefetto comunica al Presidente
dell’Anac l’esito della procedura sanzionatoria e all’ateneo, all’ente o all’organismo interessato
l’eventuale provvedimento sanzionatorio adottato anche per la pubblicazione sul sito
istituzionale, ai sensi dell’articolo 47, comma 1, Dlgs 33/2013, nella sotto-sezione relativa agli
organi di indirizzo politico. Come previsto dall’articolo 49 le sanzioni si applicano a partire dalla
data di adozione del primo aggiornamento del Programma triennale della trasparenza e,
comunque, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 33/2013. A
decorrere da tali date, la mancata pubblicazione e o la mancata comunicazione che configurano
l’inadempimento sono presupposto per l’avvio del procedimento sanzionatorio.
La disciplina transitoria
Ai procedimenti sanzionatori per i quali, alla data del 5 febbraio 2015 di pubblicazione della
delibera, sia stata già conclusa l’istruttoria da parte dell’ufficio competente e siano già stati
trasmessi gli atti all’ufficio cui spetta l’irrogazione della sanzione, si applicano le disposizioni
previste dai regolamenti di ogni amministrazione o ente adottati ai sensi della delibera Anac
66/2013 o, in mancanza, trovano applicazione le disposizioni previste in via suppletiva dalla
stessa delibera. Non si può rimarcare ancora la difficoltà di applicazione della trasparenza in
modo uniforme a enti diversi (si pensi alle Università) attraverso la delibera di un’autorità che
interviene improvvisamente sull’argomento quando non sappiamo ancora se ad oggi si sono
verificati casi di procedimenti sanzionatori messi in campo dagli atenei e dalle altre
amministrazioni. Non vorremmo che si ricadesse nella consueta superfetazione normativa solo
per poter affermare che qualcosa è stato fatto. Ma se l’Anac nella deliberazione in “argomento”,
ha stabilito che la trasparenza costituisce «livello essenziale delle prestazioni», si tratta
veramente di capire se per gli atenei e per le altre amministrazioni questa risulti veramente
essenziale e non si tratti del solito adempimento.

L’articolo è stato scritto dal dott. Domenicali e dal dott. Tedesco in data 23.02.2015 e pubblicato su Scuola24

Obblighi di Trasparenza, così l’Anac sanziona chi non pubblica dati

Il comunicato del Presidente dell’Anac del 25 maggio 2015 prevede che, a far data dal medesimo giorno, vengono pubblicati i nominativi dei soggetti che, obbligati a fornire i propri
dati personali, ai sensi dell’articolo 14 del Dlgs 33/2013, tra cui anche quelli reddituali e
patrimoniali, non abbiano provveduto a farlo totalmente o anche solo parzialmente.
Contestualmente alla pubblicazione, l’Anac provvede a contestare agli interessati l’irregolarità
e ad irrogare la sanzione pecuniaria in forma ridotta.

Per leggere l’articolo completo vedi qui

L’articolo è stato scritto dal dott. Vincenzo Tedesco e dal dott. Alberto Domenicali ed è stato pubblicato su Scuola24 in data 03.06.2015

Obblighi di Trasparenza; le verifiche degli OIV entro il 31.01.2015

Obblighi di Trasparenza: le verifiche dei nuclei di valutazione entro il 31 Gennaio 2015

La delibera Anac del 3 dicembre 2014, pubblicata solo lo scorso 24 dicembre, definisce le
procedure di verifica e attestazione che i Nuclei di valutazione di ciascun ateneo in veste di Oiv
(Organismo interno di valutazione) dovranno eseguire entro il 31 gennaio 2015, con riferimento
allo stato dell’arte del rispetto degli obblighi di trasparenza al 31 dicembre 2014.

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L’articolo è stato scritto dal dott. Vincenzo Tedesco e dal dott. Alberto Domenicali e pubblicato su Scuola24 in data 05.01.2015.