La valutazione della performance del personale nelle Università

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

L’articolo seguente allegato è una presentazione che tratta il tema della valutazione della performance del personale nelle Università.

Per coloro che volessero leggersela in tranquillità, è possibile scaricarla a questo link

Università_La Valutazione delle Perfomance del personale pubblico.

La presentazione fu redatta nel 2006 dal dott. Tedesco.

 

Valutazione della perfomance; la scadenza per i piani triennali universitari

Mag 13, 2016 | Posted by in Approfondimenti, Università | 0 comments

Con il comunicato del 18 dicembre 2014 l’Anvur avvisa le università che nonostante le nuove
competenze acquisite con il Dlgs 69/2013 convertito dalla legge 98/2013, per l’annualità 2015
rimangono in vigore direttive e scadenze previste dalle delibere emanate dall’ex-Civit.

Il ruolo dell’Agenzia

Si ricorda brevemente che i nuovi compiti in materia di performance dovevano essere svolti
dall’Agenzia nel rispetto dei principi generali previsti dall’articolo 3 del Dlgs 150/2009 recante
disposizioni in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, di efficienza e di
trasparenza delle pubbliche amministrazioni (meglio nota come riforma Brunetta). L’Agenzia
intendeva sviluppare questa nuova linea di attività con la massima apertura istituzionale,
instaurando un rapporto collaborativo con gli enti interessati. In questo contesto è molto
importante che con le università e gli enti di ricerca sia stata già attivata un’interlocuzione
diretta con i soggetti istituzionali responsabili del processo di riforma.In particolare il dialogo in
corso con il Codau, il dipartimento della Funzione pubblica e con l’Autorità nazionale
anticorruzione (Anac) mira a fornire le evidenze emerse dal processo di ascolto intrapreso nei
mesi scorsi, affinché la riforma sia ispirata ai principi di semplificazione degli adempimenti, di
integrazione con gli altri strumenti di pianificazione, di maggiore professionalizzazione degli
Oiv-Ndv e di un loro opportuno coordinamento.

Le scadenze da rispettare

Stando alla normativa attuale, la valutazione del «ciclo della performance» è svolta al momento…

L’articolo è stato scritto dal dott. Vincenzo Tedesco e pubblicato il 24.12.2014 su Scuola24

Piano integrato della performance; ecco le linee guida

Mag 13, 2016 | Posted by in News, Università | 0 comments

Con la delibera n. 103 del 20 luglio 2015, il consiglio direttivo dell’Anvur ha approvato in via
definitiva le linee guida per la gestione integrata del ciclo della performance delle università
statali e degli enti pubblici di ricerca italiani. Ci sono alcune modifiche rispetto alla versione
del maggio 2015, posta in consultazione fino al 26 giugno scorso
Le novità principali delle linee guida
In particolare le nuove linee guida nel ribadire il forte ancoraggio tra performance e
missioni istituzionali, invitano le amministrazioni a mettere in evidenza eventuali
sovrapposizioni di diversi documenti strategici e i risvolti negativi che da esse dipendono
(paragrafo 4); questa parte del documento è veramente superflua: già si sa che una delle
sovrapposizioni è data dal fatto che nella stessa data va approvato il piano triennale
anticorruzione e questo evidenzia ancora una volta il non coordinamento tra Anac e Anvur.
In merito all’armonizzazione con la programmazione economico-finanziaria, le linee guida
fanno esplicito riferimento alla necessità di descrivere nel Piano integrato effetti e
prospettive per il miglioramento dell’efficienza economica (par. 4): anche in questo caso è
interessante la questione, ma il miglioramento dell’efficienza si può avere a consuntivo
considerando che l’approvazione dei bilanci preventivi e fissata prima della fine dell’anno.
Le linee guida chiariscono poi le ragioni per cui è importante non tralasciare il tema della
valutazione della performance individuale (par. 5.5), ma ormai tutti gli atenei hanno
recepito le impostazioni della legge Brunetta e quindi l’aspetto della performance
individuale sarebbe rilevante se combinato con quella organizzativa. E ancora le linee guida
rinforzano l’importanza di esplicitare la sinergia, reale e potenziale, tra la componente
accademica e quella amministrativa anche nelle strutture decentrate (par. 6): si tratta di
auspici ancora, ma non si ha una vera valutazione delle strutture e men che meno della
componente accademica. Infine le linee guida introducono la richiesta della descrizione di
un assessment iniziale in funzione della pianificazione e della valutazione della gestione
della performance orienta al miglioramento (change management – par. 6.3): ottima
riflessione ma sempre a livello teorico, sono troppo diversi gli atenei rispetto alle
implicazioni del change management.
Il nodo del rapporto tra peformance e anti-corruzione
Tre le altre novità si segnala il fatto che l’ultima versione delle linee guida argomentano in
maniera più compiuta la scelta di considerare il 2016 un anno sperimentale per una
selezione più accurata di indicatori comuni per il benchmarking (par. 7.2). E poi
introducono un esplicito riferimento all’esigenza di dotarsi di un sistema informativo di
supporto al processo di misurazione e valutazione della performance (par. 7.2) ed
estendono l’integrazione con la normativa su trasparenza e anticorruzione alla relazione
sulla performance, seppur nei limiti dovuti a un disallineamento temporale più accentuato
rispetto al Piano Integrato (par. 9). Quest’ultimo è il punto più critico . Se da una parte è
vero che le implicazioni tra i vari aspetti sono reali, gli obiettivi sono diversi. Non è sempre
detto che l’incremento della performance dia un argine all’anticorruzione e comunque gli
obiettivi perseguiti dall’Anac sono diversi visto che tra breve verrà modificato il Piano
nazionale anticorruzione e quindi avremo sicuramente ulteriori implicazioni nei piani
triennali anticorruzione e trasparenza. Le linee guida completano inoltre la descrizione
degli attori del sistema di valutazione affiancando il ruolo fondamentale dalle
amministrazioni alle funzioni valutative svolte da Anvur e dai nuclei-Oiv (par. 10) e
aggiungono riferimenti specifici all’attività di valutazione dei Nuclei-Oiv (descrizione della
struttura tecnica permanente di supporto, proposte di modelli di validazione della
Relazione sulla Performance – par.11). Sulla questione è importante forse uscire dal guado
delle funzioni non ben definite dei Nuclei di Valutazione su questo aspetto. Allo stato,
tranne qualche isolata eccezione, la nascita dei nuclei di valutazione degli atenei risponde
ad esigenze diverse rispetto alle funzioni date dalla legge agli Oiv e non è possibile
superarle estendendo solo le funzioni. Il sistema allo stato non funziona, bisogna ripensare
al metodo di individuazione, alle tipologie di soggetti che li compongono e agli ambiti di
attività che devono essere più ampi e penetranti.
La pubblicazione del piano
La scadenza per la pubblicazione del piano integrato 2016-18 è fissata per legge al 31
gennaio 2016. Sicuramente rispetto alla versione diffusa oltre un mese fa e messa in
consultazione abbiamo un notevole passo avanti anche per effetto dell’attività di
consultazione effettuata dal Codau sul documento pubblicato. Quello che però non si può
non evidenziare è il mancato coordinamento tra diverse autorità. Si pensi al recente
convegno dell’Anac il 14 luglio dove nessun accenno è stato fatto al tentativo di integrazione
posto in essere dall’Anvur, quindi ancora una volta si appalesano nuove attività per gli
atenei. Per l’anno in corso è confermata, inoltre, la scadenza del 15 settembre per la
validazione sulla relazione della performance relativa all’anno 2014 a cura dei nuclei-Oiv
secondo quanto previsto dal Dlgs 150/09.

L’articolo è stato pubblicato su Scuola24 e scritto dal dott. Tedesco il 3 Agosto 2015

 

Per l’Università scatta l’ora del piano integrato della performance

Mag 13, 2016 | Posted by in News, Università | 0 comments

Sono state pubblicate per la consultazione pubblica che terminerà il 26 giugno 2015 le linee
guida per la gestione integrata delle performance negli atenei. Si tratta di un documento molto
complesso che cerca di rispondere in primis ai nuovi compiti assegnati dalla legge all’Anvur. Si
ricorda che nell’estate del 2013 l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e
della ricerca ha acquisito nuove competenze in materia di valutazione delle attività
amministrative degli atenei e degli enti di ricerca vigilati dal Miur. Affiancando questa nuova
attività alle proprie funzioni di valutazione esterna della didattica e della ricerca, l’Agenzia ha
impostato il nuovo ruolo in una prospettiva sistemica. In particolare queste linee guida possono
esser lette come la necessità riconosciuta di tener conto delle specificità del mondo
dell’università e della ricerca. Tale interpretazione dovrebbe essere ulteriormente rafforzata
dalla recente riforma della Pa attualmente in discussione in Parlamento e dalle istanze di
riordino della disciplina per la gestione della performance stabilite dal Dl 90/2014 (convertito
poi, con modificazioni, dalla legge 114/2014), in cui viene attribuito al dipartimento della
Funzione pubblica un nuovo ruolo di indirizzo all’interno della nascente Rete nazionale per la
valutazione delle altre amministrazioni pubbliche.
I principi a cui attenersi
Il documento fornisce indicazioni operative alle università italiane per la gestione e la
valutazione delle attività amministrative, seguendo i principi di semplificazione e integrazione,
nel rispetto dell’autonomia garantita all’università̀ dall’articolo 33 della Costituzione (che la
differenzia, all’interno del comparto, dagli enti pubblici di ricerca e in generale da tutte le
pubbliche amministrazioni italiane). Tra le novità più importanti si rinvengono alcune esigenze
più volte espresse dal Codau che ha evidenziato le singolarità degli atenei, recepita anche
all’interno della legislazione di fonte primaria, basata su due specifiche logiche, diverse e
complementari:
– la logica accademica, basata su principi di autonomia e autoregolazione del lavoro di tipo
professionale (in senso lato);
– la logica tecnico-amministrativa, basata su principi di organizzazione gerarchica e
orientamento agli obiettivi.
Ne consegue ad esempio l’idea del c.d. “Piano integrato” caratterizzata da una nozione
“allargata” di performance, intesa non tanto come l’insieme delle attività̀ ordinarie e ripetute
dell’amministrazione osservabile attraverso i suoi prodotti tipici (output), quanto piuttosto come
la capacità delle università̀ di relazionarsi dinamicamente con il mondo esterno in modo
reciprocamente vantaggioso, duraturo e sostenibile (outcome e impatto).
Le cinque azioni da individuare
Il Piano che viene descritto nella bozza delle linee guida dovrà essere redatto secondo i criteri di
valutazione indicati qui di seguito, suddivisi nelle cinque sezioni minime ritenute necessarie per
una corretta gestione del ciclo della performance.
1.Integrazione con la programmazione strategica
– Riferimenti espliciti e coerenti con l’ultimo aggiornamento del documento di programmazione
strategica triennale;
– presenza all’interno del documento di programmazione triennale del riferimento alla
performance, alla trasparenza e anticorruzione e agli obblighi connessi. In particolare grande
spazio verrà dato alla gestione delle aree di rischio secondo i principi contenuti nelle direttive
europee.
2.Performance organizzativa
– Presenza, grado di articolazione e pertinenza degli obiettivi operativi;
– adeguatezza del processo di costruzione e condivisione degli obiettivi (partecipazione attiva di
tutte le strutture dell’amministrazione)
– coerenza interna tra i diversi obiettivi (identificazione e gestione dei trade off);
– sostenibilità̀degli obiettivi rispetto alle risorse disponibili e all’orizzonte temporale;
– metodologia dell’analisi del benessere organizzativo, esiti e utilizzo dei risultati.
3.Analisi dei rischi
– Rispondenza della analisi alle norme vigenti e alle direttive Anac;
– coerenza dell’analisi dei rischi rispetto alla programmazione strategica di ateneo;
– raccordo non formale con la pianificazione della performance organizzativa e individuale.
4.Trasparenza e anticorruzione
– Rispondenza della analisi alle norme vigenti e alle direttive Anac;
– coerenza del Piano rispetto alla programmazione strategica di ateneo;
– raccordo non formale con la pianificazione della performance organizzativa e individuale.
5.Performance individuale
– Metodologia nell’assegnazione degli obiettivi alle diverse unitàoperative (uffici) e
nell’attribuzione dei risultati;
– utilizzo coerente della misurazione dei risultati per l’assegnazione dei premi;
– argomentazioni ed evidenze a supporto della scelta (eventuale) di non procedere alla
valutazione della performance individuale.
In buona sostanza una mezza rivoluzione o meglio un tentativo sacrosanto di razionalizzare i
vari documenti di programmazione e i vari adempimenti a carico degli atenei. Ci si augura che
gli obiettivi di semplificazione siano alla fine coerenti e vadano nella direzione di rafforzare
l’autonomia e la specificità delle università.